L’A.M.A. e l’Accademia

Di per sé l’espressione Auto Mutuo Aiuto (A.M.A.) è chiara: aiutarsi da soli in modo “mutuato” cioè collettivo, in gruppo, insieme ad altri, spesso con l’ausilio di un facilitatore.

L’espressione differenzia il concetto da quello del solo “auto aiuto” (self-help), che significa  “aiutarsi da soli”, mancando quindi della componente sociale, collettiva.

Questo per quanto riguarda il significato delle parole in sé. In realtà si tratta ormai di una concreta metodologia per affrontare problemi personali e sociali, consolidatasi fin dall’800. Molto sviluppata in alcuni paesi esteri, lo è anche in Italia da alcuni anni, in crescita ma anche in profonda trasformazione rispetto ai modelli “classici”.

Questa la descrizione. Ma cosa succede nella realtà territoriale e dei servizi dedicati alla salute e all’assistenza? Succede che molti operatori, e singole persone sensibili ai problemi sociali, hanno “scoperto” che “insieme è meglio”: parlare, confrontarsi, cercare soluzioni e strategie di risoluzione, o semplicemente sostenersi moralmente, è un grandissimo aiuto per i singoli e crea anche, nel tempo e con pazienza, un miglioramento nei rapporti, nella vita delle persone, nelle loro capacità di affrontare e gestire i problemi più diversi. Insomma, si sta meglio e si ottiene molto. A volte cambia e migliora addirittura il tessuto sociale, la comunità in cui si vive. A volte si sviluppa anche un “effetto terapeutico” psico-fisico che molte cure professionali non riescono ad ottenere: potenza della solidarietà autentica e disinteressata.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nei suoi recenti pronunciamenti, invita a potenziare e sostenere la nascita e la vita dei Gruppi AMA, intesi come una valida risorsa che promuove benessere e una migliore qualità della vita. Analogamente il nuovo Welfare sociale, anche italiano, (cioè l’insieme delle iniziative pubbliche e private volte a dare aiuto e sostegno a difficoltà sanitarie, sociali e socio-economiche) guarda con attenzione ai gruppi AMA.

La pratica e la verifica dei benefici ottenuti, ha spinto le riflessioni di alcuni facilitatori AMA ben oltre un metodo da riservare a situazioni di sofferenza condivisa, fino a considerare l’AMA un’applicazione di una filosofia di vita e dei rapporti più “retta e buona”. Per ciò portatrice di profonde trasformazioni interiori nelle persone che praticano l’AMA, che ne risulta ricco di potenzialità trasformative anche oltre la vita del singolo.

L’Accademia è un progetto nato da due associazioni che si occupano di A.M.A, che, individuando nel facilitatore un elemento chiave del processo, opera una scelta di campo parziale ma cruciale nell’ambito della promozione e della diffusione dell’A.M.A.

I facilitatori esperti che l’hanno pensata, mettono di fatto a disposizione le proprie competenze anche professionali in modo volontario e gratuito, senza pretesa di esaurire tutte le possibili azioni efficaci, ma rispondendo al semplice principio, del tutto consono all’A.M.A. :“metto a disposizione di tutti quello che so e quello che ho.”

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